Filettino

Comuni

Provincia di Frosinone, abitanti 649, superficie Kmq 66,77, altitudine m.1.057

Abitanti: Filettinesi

Festa patronale: S.Bernardino da Siena

Frazioni e LocalitàCampo Staffi, Serra, Sant’Antonio.

Comuni limitrofi nel Lazio: Guarcino, Trevi nel Lazio, Vallepietra.

Distanza da Frosinone Km. 52

Autostrada: A1 Anagni – Frosinone

La Storia

Filettino è il più alto comune del Lazio, situato fra i monti Simbruini, Cantari ed Ernici, appollaiato su uno sperone del monte Cotento, fra il fiume Aniene ed il torrente Vardano. Il suo nome sembra derivare dalla disposizione dell’abitato, con le case poste tutte in fila, e non, come congetturato fantasiosamente, da Fidele castrum Latinum.

Di origine medioevale, Filettino, borgo fortificato, conserva resti romani e le cosiddette mura saracene, che sembrano riferirsi ad una strada diretta da Subiaco verso l’Abruzzo. Il castello, sorto per volontà dei signori di Trevi, viene citato per la prima volta in un documento risalente al 1059-1061. Passò poi sotto il controllo di una famiglia feudale della zona, i signori di Jenne, parenti dei papi anagnini della famiglia Conti e, intorno all’anno 1300, divenne possedimento dei Caetani che lo tennero fino agli inizi del Seicento, quando passò definitivamente allo stato pontificio.
Due avvenimenti incisero in modo determinante nella storia di Filettino: la straordinaria presenza di San Bernardino da Siena e la nascita di un noto umanista, Martino Filetico, chiamato ad insegnare in diverse corti rinascimentali. Coinvolto nelle vicende politiche e sociali dello stato dei papi, il paese si segnalò nel Settecento per la costituzione di una fabbrica di pannilana e di una scuola per insegnare la filatura. Di queste attività rimane una valca che serviva per follare i panni.

Per secoli, fino al 1870, Filettino è stato paese di confine fra lo stato pontificio ed il regno del Sud, poi è rimasto un piccolo centro montano, da cui la popolazione è emigrata progressivamente.

Oggi il paese è racchiuso fra il centro storico e le due strade d’accesso: l’una verso Trevi nel Lazio e gli Altipiani di Arcinazzo, l’altra verso i monti dell’Abruzzo. Lungo quest’ultima, si è recentemente proceduto alla realizzazione di alberghi e case per il turismo estivo ed invernale, per verità in modo poco organico.

Il centro storico con l’aspetto tradizionale: strade strette, a gradinate, piazzette che sono slarghi delle viuzze, culminanti nel luogo ove un tempo sorgeva il castello oggi scomparso ed in parte ingiobato in case private. Sulle case domina la mole della Chiesa di Santa Maria, ricostruita nel Settecento e dotata di varie opere d’arte, fra le quali una tela caravaggesca raffigurante la Decollazione del Battista e un’Annunciazione di scuola senese.

Attorno alle abitazioni si nota ancora la cinta muraria, costituente ormai un tutt’uno con le case, che conserva ancora i varchi delle antiche porte.

Il paese ha diversi edifici religiosi con un notevole patrimonio artistico. Si rammenta in particolare la Chiesa di San Nicola, oggi attigua al cimitero, con affreschi del Duecento: sono rappresentati il Giudizio Universale ed una teoria di santi. Il pittore, forse un tal frater Romanus, monaco benedettino di Subiaco, partecipò anche ai lavori nella cattedrale di Anagni. Da ricordare anche la Chiesa di San Bernardino, già dedicata a San Sebastiano, posta dentro l’agglomerato moderno, e decorata con dipinti del Quattrocento, rappresentanti una Crocifissione, una Resurrezione, ed altri quadri con soggetti sacri. Tali opere sono forse di Desiderio da Subiaco, pittore attivo in tutta l’area sublacense.

Fanno cornice a Filettino boschi di faggio e di querce, che sono vere e proprie foreste. Da ricordare, nei pressi, la valle Fiumata, nota per la pesca delle trote, e la valle dell’Acqua Santa, rinomata per le acque ritenute curative. Nel territorio di Filettino sgorgano le sorgenti più copiose del fiume Aniene, il principale affluente del Tevere, di cui già parlava Frontino nel I secolo d.C.. Le acque dell’Aniene e di altri corsi, sono state nel passato utilizzate per una centrale idroelettrica ad uso locale, ma sono state recentemente convogliate nella centrale di Comunacque.