{"id":882,"date":"2021-12-06T13:54:41","date_gmt":"2021-12-06T13:54:41","guid":{"rendered":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/?page_id=882"},"modified":"2021-12-06T14:12:02","modified_gmt":"2021-12-06T14:12:02","slug":"il-tulliano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/comuni\/arpino\/il-tulliano\/","title":{"rendered":"Il Tulliano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/comuni\/arpino\/\">Arpino<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il Convitto Nazionale &#8220;Tulliano&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Storia<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>A cura del Rettore prof. Loreto Casinelli<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-886 alignleft\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"139\" srcset=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano.jpg 200w, https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano-100x70.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Il Convitto\u201dTulliano\u201d nacque ufficialmente il 2 giugno 1814, allorch\u00e9 Gioacchino Murat, re delle Due Sicilie, per \u201cconservare la memoria del pi\u00f9 grande oratore latino\u2026 in quel luogo ove ebbe i suoi natali\u201d e per migliorare \u201c le manifatture di Arpino\u2026 sotto l\u2019influenza delle scienze\u201d emanava il seguente decreto: \u201c\u2026 art. 1, vi sar\u00e0 in Arpino un Collegio con Convitto, nel quale si insegneranno le lettere e le scienze, ed assumer\u00e0 il titolo di Collegio Tulliano\u2026\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-887 alignright\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/>Il decreto stabiliva, altres\u00ec, che la cura dell\u2019insegnamento, sotto la vigilanza della Direzione Generale della Pubblica Istruzione, fosse affidata agli stessi religiosi PP. Barnabiti residenti in Arpino ed ivi operanti da circa due secoli. Esso era un atto dovuto in quanto rendeva esecutiva la legge n.140 di Re Giuseppe Bonaparte promulgata il 30 maggio 1807 \u201cper lo stabilimento di Collegi nella Capitale e nelle provincie del Regno\u201d ; rispondeva appieno alle aspettative di una cittadina abbastanza sviluppata ed evoluta, con popolazione in floride condizioni economiche; dava, inoltre, soddisfazione alle legittime rivendicazioni dei PP. Barnabiti che, colpiti dal R. Decreto del 29\/06\/1813 che aveva soppresso tutte le scuole esistenti in Arpino, si erano efficacemente adoperati, nella persona del padre Vincenzo Sangermano, affinch\u00e9 fosse emanato. Il decreto, infatti, fu comunicato \u201cAl Sig. Rettore dei PP. Barnabiti in Arpino\u201d, con nota del 22 giugno 1814, n.1400, dal Direttore Generale dell\u2019Istruzione Pubblica: \u201cSig. Rettore, S.E. il Sig. Ministro dell\u2019Interno con Ministeriale del d\u00ec 8 andante mese mi ha scritto quanto segue: in data del 2 corrente S.M. il Re ha emanato il seguente Decreto\u2026\u201d ( arch. del Convitto). Lo stesso padre Vincenzo Sangermano, con decreto ministeriale, fu nominato primo Rettore del Collegio Tulliano, che veniva, pertanto, a perpetuare il Collegio S.Carlo esistente in Arpino gi\u00e0 dal 1626, fondato da un nobile arpinate, Desiderio Merolle e preminente sulle altre scuole pubbliche e private esistenti pure in Arpino. Queste rispondevano alle necessit\u00e0 di ordine pratico della citt\u00e0: &#8211; la scuola di Arti e Mestieri, sorta e mantenuta in vita florida e prosperosa per oltre tre secoli, per iniziativa degli operai delle manifatture lanarie e dei conciatori delle pelli &#8211; la scuola pubblica tenuta dalle Cappuccinelle di Ges\u00f9 e Maria per educare le fanciulle arpinati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-888 alignleft\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano2.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"267\" \/>Nel collegio S. Carlo si insegnava, nei primi anni, teologia e filosofia e, solo successivamente, anche grammatica e retorica. Nel 1767 ebbe inizio il corso pubblico completo di belle lettere, con l\u2019insegnamento della grammatica, della retorica, della eloquenza, delle letterature classiche, della filosofia e della matematica. Il decreto di Murat stabil\u00ec che, oltre le cattedre prescritte dal Regolamento provvisorio dei Licei e Collegi, il \u201cTulliano\u201d avesse anche quella di eloquenza latina e italiana e di chimica applicata alle arti.<\/p>\n<p>I fondi di dotazione del nuovo collegio furono costituiti, oltre che dalle proprie rendite, da quelle del Collegio Tuziano di Sora, da quelle del citato Collegio S.Carlo con esso incorporato, da quelle delle antiche scuole di Arpino, dagli assegnamenti sui fondi provinciali, dalle somministrazioni delle Cappelle laicali del Comune e dalle offerte del Decurionato imposte sul bilancio comunale (arch.del Convitto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-889 alignright\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano3.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/>Il 5 novembre 1816, con decreto da Portici, Ferdinando I, \u201csanando con la pienezza della sua potest\u00e0 ogni vizio o nullit\u00e0 incorsi tanto per la forma quanto per la mancanza di facolt\u00e0 nel concedente\u201d, confermava tutti i Collegi e Licei fondati durante la dominazione francese nel Regno delle Due Sicilie e, quindi, anche il \u201cTulliano\u201d.<\/p>\n<p>Alla morte del Rettore Sangermano, avvenuta il 30 luglio 1819, il comune di Arpino rivendic\u00f2 la propriet\u00e0 del Collegio Tulliano che i Barnabiti, \u201cdando una falsa interpretazione al decreto del 2 giugno 1814, sono riusciti a far credere il Collegio Tulliano come loro dipendenza, nell\u2019atto che \u00e8 uno stabilimento reale a parte, come tutti gli altri di pubblica istruzione\u201d ( arch. comunale).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-890 alignleft\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano4.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"267\" \/>Nel 1820, poi, il Comune, allo scopo di potervi annettere il Convitto, ottenne l\u2019autorizzazione governativa a trasferire l\u2019istituto nel monastero delle Cappuccinelle divenuto propriet\u00e0 del demanio dal 6 novembre 1813, a seguito di decreto di soppressione del 21 ottobre 1813.<\/p>\n<p>Questa struttura era stata notevolmente ampliata con l\u2019aggregazione di alcuni edifici contigui gi\u00e0 di propriet\u00e0 del comune e con l\u2019uso della contigua chiesa appartenente all\u2019ospedale S. Croce.<\/p>\n<p>Precedentemente, il 13 ottobre 1819, il Principe Cardito aveva invitato il sindaco di Arpino ad informare tutti i sindaci dei capoluoghi del Distretto affinch\u00e9 avvisassero, a loro volta, i padri di famiglia interessati che il Convitto si sarebbe aperto ai primi di dicembre.<\/p>\n<p>Il Principe faceva conoscere anche l\u2019ammontare della retta mensile ( ducati 7, \u201c ad individuo\u201d) ed elencava il corredo necessario ad ogni convittore (\u201cquello prescritto nei statuti per i Reali Licei del Regno\u201d). (Arch. Comunale ).<\/p>\n<p>Il trasferimento del R.Collegio Tulliano nel Convento delle Cappuccinelle avvenne, in forma solenne e sfarzosa, il 15 maggio 1820, alla presenza del Sig. Principe di Cardito, Presidente della Commissione di Pubblica Istruzione e di numerose autorit\u00e0 civili e religiose e di tutto il popolo che affollava la piazza e la chiesa. Il Rettore, Don Nicola Nardi, tenne una prolusione in latino.<\/p>\n<p>\u201cTutta la memorabile giornata fu solennizzata in massima allegria con spari e bande musicali, e la sera con illuminazione, spari, fuochi artificiali, elevazione di pallone e con pubblica festa data nella sala del comune\u201d ( arch. com. Arpino).<\/p>\n<p>Il 18 ottobre 1849, il Re Ferdinando II affid\u00f2 il Real Collegio Tulliano ai Padri della Compagnia di Ges\u00f9 i quali ne tennero il governo fino al 1860 ( Arch. del Convitto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-891 alignright\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano5.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/>I rivolgimenti politici di quegli anni causarono l\u2019espulsione dei Gesuiti da Arpino ed il \u201cTulliano\u201d rest\u00f2 chiuso per alcuni mesi, fino al 1861, allorch\u00e9 il Consiglio Generale della P.I. ne ordin\u00f2 la riapertura.<\/p>\n<p>Il Decreto luogotenenziale del 10\/02\/1861, n. 69 (Imbriani) rendendo obbligatorio un solo istituto di primo e secondo grado, con annesso collegio, in ogni provincia del Mezzogiorno prefer\u00ec il Collegio di Maddaloni al \u201cTulliano\u201d di Arpino, che, persa la qualit\u00e0 di regio, fu rimesso alle cure dell\u2019Amministrazione Provinciale.<\/p>\n<p>Il Collegio di Arpino, tuttavia, mediante una attenta ed oculata amministrazione e con le sovvenzioni annue concesse straordinariamente dalla Provincia, pot\u00e9 reggersi fino al 1877, allorch\u00e9 il Collegio \u2013 Convitto \u201cTulliano\u201d, divenuto, per convenzione, Liceo \u2013 Ginnasio e Convitto \u201cTulliano\u201d, fu dichiarato nuovamente governativo , in virt\u00f9 del Regio Decreto 11\/07\/1877.<\/p>\n<p>Tale decreto, per\u00f2, fu abrogato con uno successivo del 23 settembre 1879 ed il Convitto ebbe diversi anni vita incerta e contrastata.<\/p>\n<p>Finalmente, dopo le insistenti richieste del Consiglio Provinciale di Caserta e del Comune di Arpino, il Convitto \u201cTulliano\u201d torn\u00f2 ad essere Nazionale con Regio Decreto del 18 settembre1885, n. 3377.<\/p>\n<p>Nel 1890, il Comune di Arpino, a testimonianza di quanto gli stesse a cuore l\u2019istituto, che all\u2019epoca ospitava 64 convittori, cedette, in uso perpetuo, anche l\u2019adiacente teatro, compresa la grande sala che i Gesuiti, erano riusciti ad avere solo temporaneamente \u201cpel gran favore che loro accordava il Governo\u201d, e che avrebbero inopportunamente utilizzata come \u201csala di sterili esercitazioni accademiche\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-892 alignleft\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano6.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/>La cessione del teatro, tra le comprensibili voci di protesta di alcuni cittadini che si vedevano defraudati dell\u2019unico \u201conesto ricreamento che esiste ad Arpino\u201d, rispondeva alla forte esigenza del Convitto di poter disporre di locali e spazi indispensabili per una sana ed efficace azione educativa.<\/p>\n<p>Questa esigenza, purtroppo, doveva rimanere insoddisfatta, perch\u00e9 a nulla hanno approdato i tentativi encomiabili che pure vi sono stati, a cadenza quasi periodica, da parte dei Rettori e degli Amministratori, per creare una nuova sede pi\u00f9 consona alle attivit\u00e0 convittuali.<\/p>\n<p>Un tentativo, con regolare progettazione e computo metrico ed estimativo, che prevedeva l\u2019acquisto ed adattamento del fabbricato \u201cSangermano\u201d (ex lanificio), inizi\u00f2 il suo iter nel 1920 per dissolversi, dopo circa cinque anni, forse, negli ingorghi burocratici.<\/p>\n<p>A seguito di apposita visita di un ispettore superiore del Ministero, il Ministro dell\u2019Educazione Nazionale, con nota del 3 settembre 1929, prot.n. 6540, proponeva al podest\u00e0 di Arpino l\u2019acquisto del Palazzo Sangermano, come particolarmente adatto per ospitare il Convitto,nonch\u00e9 la parziale esecuzione dei lavori di adattamento, in cambio della \u201ccessione del fabbricato in cui ha sede il Convitto, ove avrebbero potuto convenientemente allogarsi sia il Liceo Ginnasio che la scuola elementare\u201d (arch. del Convitto).<\/p>\n<p>Altro tentativo,di cui si tratta ufficialmente nel 1937, pur esso con regolare e completa progettazione, prevedeva la sistemazione del Convitto \u201cTulliano\u201d \u201cnella localit\u00e0 detta Castello\u2026 con opportuni restauri, adattamenti ed ampliamenti nel fabbricato ed area libera adiacente di propriet\u00e0 Mons. Luigi Ippoliti\u201d e la costruzione \u201cex novo in unico distinto fabbricato\u201d delLiceo Ginnasio \u201cnell\u2019area di risulta delle tre case prospicienti a valle sulla Pasquale Forletta\u201d( arch. del Convitto).<\/p>\n<p>Questo progetto veniva a sostituire quello redatto ed approvato nel 1936 che prevedeva, invece, \u201cla costruzione del Liceo Ginnasio accanto al Convitto\u201d, nella sua sede storica.<\/p>\n<p>Ma ancora una volta, le lodevoli intenzioni degli operatori e le legittime aspirazioni dei convittori trovavano ostacoli insormontabili nella cruenta realt\u00e0 dei tempi.<\/p>\n<p>Il Rettore, dott. Giuseppe Ascaro, in una lettera del 14 novembre 1941, indirizzata all\u2019Ing.Giuseppe Pistilli di Napoli, intesa ad ottenere una cortese dilazione al pagamento delle competenze spettanti per la redazione del progetto di adattamento del castello Ciccodicola \u2013 Ippoliti, lamenta che, nonostante le insistenze presso il Ministero, l\u2019attuazione del progetto \u201csar\u00e0 assai difficile che possa essere presa in considerazione dal Sup. Ministero, mentre il locale di cui si tratta trovasi trasformato in ospedale militare\u201d ( arch.Convitto).<\/p>\n<p>Altri tentativi di trovare una sede pi\u00f9 funzionale per il Convitto \u201cTulliano\u201d non sono mancati, neppure negli ultimi anni, ma, verosimilmente, resteranno soltanto una testimonianza della lodevole intraprendenza di quanti sentono l\u2019urgenza del problema.<\/p>\n<p>La legislazione scolastica vigente, infatti, anche se non ne prevede la chiusura, certamente non consente illusioni sulle possibilit\u00e0 di sviluppo dei Convitti Nazionali.<\/p>\n<p>Dal 1890 ad oggi, pertanto,si sono dovuti sfruttare al meglio gli spazi esistenti nel \u201cTulliano\u201d, anche attraverso opere murarie che hanno mutato l\u2019immagine interna e, in alcuni casi anche quella esterna dell\u2019istituto, per realizzare nuovi locali che facessero fronte alle richieste di una comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 esigente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-896 alignleft\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/tulliano-aerea.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/tulliano-aerea.jpg 300w, https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/tulliano-aerea-140x90.jpg 140w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nel 1980, \u00e8 stato realizzato un impianto sportivo detto \u201ccampetto\u201d su terreno di propriet\u00e0 del Convitto e distante pochi decine di metri dall\u2019istituto stesso. Nel 1985, \u00e8 stata riaperta una vecchia scala, in pietra, che collega il cortile con i vari piani del Convitto. Essa rende pi\u00f9 agevoli gli spostamenti da un piano all\u2019altro e risponde alle esigenze sulla sicurezza, perch\u00e9 consente una pi\u00f9 facile evacuazione in caso di emergenza.<\/p>\n<p>Va notato che il numero degli alunni convittori, raggiunto le 82 unit\u00e0, nell\u2019a.s. 1894\/95, inizi\u00f2 a scendere costantemente fino a toccare le 38 unit\u00e0, nell\u2019a.s. 1899\/1900. Subito dopo, per\u00f2, torn\u00f2 a salire decisamente raggiungendo le 115 unit\u00e0 gi\u00e0 nel 1904.<\/p>\n<p>L\u2019 anno 1904 rappresenta per la storia del Convitto Tulliano un\u2019altra data importantissima, perch\u00e9 fu proprio al termine dell\u2019a.s. 1903\/1904 \u2013 c\u2019\u00e8 da credere, anche sotto la spinta della numerosa presenza di convittori \u2013 che il Ministero della Pubblica Istruzione decise di dividere la carica di Preside e quella di Rettore, affidando ciascuna di esse a persona diversa. La divisione di tale cariche cre\u00f2, ovviamente, una serie di problemi anche di ordine logistico, la cui difficile soluzione si \u00e8 trascinata fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Durante il primo ventennio del 1900 i Convitti Nazionali, nonostante che nel Parlamento si levassero voci autorevoli in loro difesa, non godettero di molti favori. Eppure l\u2019attivit\u00e0 del Tulliano fu interrotta solo, e per breve tempo, nel 1915, quanto, a seguito dei danni riportati dall\u2019edificio per il terremoto della Marsica, trov\u00f2 rifugio nella palazzina Sangermano.<\/p>\n<p>Nel 1925,poi, a seguito della revisione a cui il Fascismo aveva sottoposto tutto il sistema scolastico italiano, anche i Convitti Nazionali ebbero un proprio Regolamento (R.D.1\/9\/1925, n.2009), tuttora in vigore, ed anche il \u201cTulliano\u201d pot\u00e9 guardare fiducioso al futuro, raggiungendo, gi\u00e0 in quello stesso anno, un numero di. ben 110 alunni convittori.<\/p>\n<p>Nel 1967, con l\u2019istituzione delle scuole annesse al Convitto ( legge n. 150 del 9\/3\/1967 ), riemerse l\u2019esigenza e l\u2019ansiosa ricerca di nuovi locali e nuovi spazi che ha sempre messo a dura prova la fantasia dei Rettori e degli Amministratori chiamati a studiare sempre nuove soluzioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_893\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-893\" class=\"wp-image-893 size-full\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/arpino_tulliano_rettore.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><p id=\"caption-attachment-893\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il Rettore prof Casinelli<\/em><\/p><\/div>\n<p>Oggi, il Convitto Nazionale \u201cTulliano\u201d, pur ospitando un numero non elevato di alunni convittori ( 45\/50), accoglie, per\u00f2, anche alunni semiconvittori e semiconvittrici.<\/p>\n<p>L\u2019istituto che ha ospitato fra le proprie mura, forgiandone gli animi, migliaia di giovani, mantiene sempre alta la sua vocazione educativa e formativa, testimoniata dalle capacit\u00e0 di sapersi porre a servizio di un\u2019utenza sempre pi\u00f9 diversa, dai chierici e laici \u201c di specchiate virt\u00f9\u201d dei primi anni dell\u2019Ottocento, ai figli della media ed alta borghesia della prima met\u00e0 del Novecento, agli aventi diritto allo studio dei nostri giorni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arpino Il Convitto Nazionale &#8220;Tulliano&#8221; La Storia A cura del Rettore prof. 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