{"id":1872,"date":"2022-03-30T07:17:23","date_gmt":"2022-03-30T07:17:23","guid":{"rendered":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/?page_id=1872"},"modified":"2022-03-30T07:18:34","modified_gmt":"2022-03-30T07:18:34","slug":"presentazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/comuni\/santelia-fiumerapido\/presentazione\/","title":{"rendered":"Presentazione"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/comuni\/santelia-fiumerapido\/\">Sant&#8217;Elia Fiumerapido<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><em><strong>Presentazione<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>Oggi, a Sant&#8217;Elia Fiumerapido si accede da pi\u00f9 parti. Da Cassino, per mezzo dell\u2019antica via che conduce ad Atina o per mezzo della superstrada per Atina-Sora. Da Vallerotonda, per mezzo della strada che discende dalle alture di Monte Aquilone, passando per Viticuso e Acquafondata. Particolarmente pittoresche sono le strade di accesso da Vallerotonda e da Valvori. La prima si affianca al Colle dell\u2019Obaco e percorre tratti a ridosso del Vallone dell\u2019Inferno: luogo impervio, ombreggiato di folta e selvaggia vegetazione, il cui toponimo evoca l\u2019orrido paesaggio che l\u2019immaginario collettivo colloca nel mondo degli inferi. E\u2019 pur sempre l\u2019orrido della natura fatta di terribile bellezza, ma attraente nello stesso tempo. Pi\u00f9 a valle, quando l\u2019ansa scoscesa si fa pi\u00f9 dolce nei declivi prossimi alla pianura, trionfano gli argentati e annosi ulivi. E la strada, infine, s\u2019insinua in quel bosco,antichissimo, di cerri e lecci e querce, che si espande ai piedi dell\u2019Obaco, ormai in prossimit\u00e0 di Sant&#8217;Elia. La strada interna che scende da Valleluce \u00e8 anch\u2019essa pittoresca, sinuosa, ombreggiata, capace di evocare misteriose lontananze provenienti da altri tempi; e ti aspetti di vedere affiorare dalla vegetazione circostante ora un tratto di acquedotto romano, ora un rudere di antica costruzione, ora un muro di diruta chiesa benedettina, mentre si fa pi\u00f9 viva e presente la figura ieratica di Fra\u2019 Nilo, benedicente, buono, ma di severo cipiglio. E intanto incontri l\u2019ultimo pastore: non porta le cioce e le sue pecore attraversano la strada asfaltata, avendo imparato a scostarsi al suono di un clacson impertinente.<\/p>\n<p>Vario nell\u2019aspetto topo-geografico, variegato nel paesaggio con luoghi amenissimi, ricco di vestigia storiche e blasonata di arte, di cultura, di belle tradizioni, di nutrita agiografia, di importanti personaggi, Sant\u2019Elia \u00e8 un Comune che ha saputo iscriversi in un contesto storico sociale di prestigio, lottando e ponendosi spesso all\u2019avanguardia del progresso. Basti pensare, per quest\u2019ultimo riguardo, all\u2019impianto di industrie tessili e cartiere e allo sviluppo di una cultura industriale, antesignani rispetto a tempi di generale economia contadina.<\/p>\n<p>Marco Lanni, emerito autore della Monografia \u201cSant\u2019Elia Sul Rapido\u201d, opera pregevole per levatura culturale e morale, che spazia ben oltre il locale interesse, fino ad evocare una chiara visione del mondo e della vita, cos\u00ec si esprime, intorno al 1873: \u201cSe il Circondano di Sora in Provincia di Terra di Lavoro si distingue in queste Provincie meridionali d\u2019Italia per le manifatture, S. Elia \u00e8 uno dei paesi del Circondano, in cui le stesse vanno mirabilmente prosperando. L\u2019arte di fare i pannilana \u00e8 in esso antichissima: v\u2019ebbe origine forse al tempo, in cui dagli Arabi fu introdotta in Europa. Ed in vero vi hanno documenti nell\u2019Archivio di Montecassino che ne provano l\u2019esistenza fin dal secolo XIII&#8230; E\u2019 degna poi di considerazione la Cartiera, la quale in un edificio vastissimo comprende due macchine di sorprendente artificio (invenzione di Leistenschneider), che danno la carta, cos\u00ec detta perpetua&#8230; La Cartiera del Rapido, che per fermo \u00e8 una delle principali d\u2019Italia, ebbe la sua origine nel 1592&#8230; e d\u00e0 l\u2019annuo prodotto di 4.000 quintali di carta di differenti qualit\u00e0. Da questo tempo tali manifatture sono andate mirabilmente progredendo in S. Elia, per l\u2019espertezza sempre maggiore acquistata I dagli operai a maneggiare le macchine&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>L\u00ec dove declina sul suo pendio orientale, Monte Obaco forma, quasi ad arte, un colle, come un promontorio sul Rapido, prima di cedere alla campagna pianeggiante. E su questo promontorio un corteggio d\u2019antiche case e palazzi si dispone intorno al pi\u00f9 alto, inconfondibile campanile di Sant\u2019Elia, il campanile di Santa Maria La Nova, che si distingue per la fattezza particolare, con la sua postura tetragonale, col suo orologio ad urna quadrilatera e la svettante monoguglia.<\/p>\n<p>Hanno le mura antiche, con le pietre alternate alla malta di rena e calce, le costruzioni medievali. E i tetti hanno filari di canali fatti grigi dal tempo; le finestre sono rettangolari e piccole; i portoni hanno l\u2019arco in pietra e sono monumentali, severi e discreti. Fuori del quartiere medievale, le costruzioni moderne, post-belliche, si espandono, ridenti negli intonaci colorati, con ampi finestramenti, ad occupare ogni spazio utile intorno al Centro, salgono, con ville, sui podi pi\u00f9 elevati, ai piedi dell\u2019Obaco, o scendono ad occupare spazi pi\u00f9 agili in pianura, ora isolate, ora raggruppate, ora modulate in grandi palazzi.<\/p>\n<p>Le frazioni, Valleluce, Olivella, Portella, e le contrade, Santa Maria Maggiore, Cese, Croce, Pecorile, Case FIAT, hanno una diversificata articolazione ed una individuale fisionomia ben caratterizzata. Per lo pi\u00f9, esse hanno una derivazione storica molto remota, fino a risalire, per alcune, al periodo medievale della Terra Sancti Benedicti, ai Romani e ai Sanniti.<\/p>\n<p>Il RAPIDO, anticamente chiamato anche Vinius e Scatebra, ha fatto in gran parte la ricchezza e la fortuna di Sant\u2019Elia, sia per l\u2019agricoltura che per le industrie. Non ne \u00e8 la causa, ma da quando il fiume \u00e8 stato impoverito nella sua portata, Sant\u2019Elia ha perso il primato circondariale di fiorente centro agricolo e industriale.<\/p>\n<p>La stessa origine di Sant\u2019Elia, il suo insediamento, l\u2019elezione e valorizzazione, sia da parte dei Romani che dei Benedettini, fu a motivo della ricchezza delle acque del Rapido e dell\u2019amenit\u00e0 da esse prodotta. I Romani fecero di questi luoghi residenza per i loro ozi; i Benedettini ne fecero terra di ottima produzione agricola e sede di numerosi conventi, chiese, celle, palazzi, frantoi, mulini, opifici.<\/p>\n<p>Acque limpide, fresche, vorticose, quelle del Rapido, lo dice lo stesso nome, perci\u00f2 molto adatte ad alcuni tipi di pesca, all\u2019irrigazione, alla produzione di energia, sia meccanica che elettrica. La pescosit\u00e0 riguarda, ancor oggi, soprattutto la trota; fino a ieri anche l\u2019anguilla e il capitone.<\/p>\n<p>Le sorgenti del Rapido sono sul versante meridionale di Monte Cavallo, nelle Mainarde, attraverso i rami di Fosso Prada, Fosso Rivelata, Fosso Grimalda. Oggi, per\u00f2, queste acque sono raccolte nella diga artificiale della Selva, da cui alimentano la centrale idr\u00f2elettrica di San Biagio, giungono al vaso di carica di Colle Chiavico a Valleluce, azionano la centrale di Olivella, per finire nel Rio Secco. Affluenti del Rapido sono Rio Mortale, Acquaviva, Vaccareccia, Pietrosa, Acquanera, Salanca, Capo d\u2019Acqua, Fiumecappella, Rio Macchio, La Fontana, Croce.<\/p>\n<p>Sant\u2019Elia \u00e8 spalleggiata da una dorsale montuosa a Settentrione e ad Oriente, sul cui sfondo domina Monte Aquilone. Svetta Monte Raditto, con l\u2019omonimo santuario sulla cima. Giocano a rincorrersi Colle dei Gatti, Colle Tannucci, Colle dell&#8217;Obaco, Colle di Mezzo, Monte Faullo. A Nord domina Monte Cifalco, a 947 metri di altitudine. Digradano quindi Colle Chiavico, Colle Chiano, Cese, Colle San Martino. A Sud-Ovest l\u2019orizzonte di SantElia \u00e8 segnato molto in alto: domina Monte Cairo che discende verso Montecassino pi\u00f9 a Sud e verso Terelle pi\u00f9 a Ovest.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sant&#8217;Elia Fiumerapido Presentazione Oggi, a Sant&#8217;Elia Fiumerapido si accede da pi\u00f9 parti. Da Cassino, per mezzo dell\u2019antica via che conduce ad Atina o per mezzo della superstrada per Atina-Sora. Da Vallerotonda, per mezzo della strada che discende dalle alture di Monte Aquilone, passando per Viticuso e Acquafondata. Particolarmente pittoresche sono le strade di accesso da Vallerotonda e da Valvori. La [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":274,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1872","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1872"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1874,"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1872\/revisions\/1874"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}