{"id":145,"date":"2021-11-16T12:20:51","date_gmt":"2021-11-16T12:20:51","guid":{"rendered":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/?page_id=145"},"modified":"2021-12-09T13:42:12","modified_gmt":"2021-12-09T13:42:12","slug":"boville-ernica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/comuni\/boville-ernica\/","title":{"rendered":"Boville Ernica"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/comuni\/\">Comuni<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><i><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Provincia di Frosinone, abitanti 8742, superficie Kmq 28,13, altitudine m.487<br \/>\nFino al 1907 si chiamava <strong>Bauco<\/strong><\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-972 alignleft\" src=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Boville1000-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Boville1000-300x157.jpg 300w, https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Boville1000-768x402.jpg 768w, https:\/\/lnx.laciociaria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Boville1000.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Abitanti<\/span>: Bovillensi<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #008000;\">Festa patronale<\/span>: San Pietro Ispano<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #008000;\">Frazioni e localit\u00e0:<\/span>\u00a0Area Castello, Casavitola, Colle Piscioso, Panicelli, San Lucio, Santa Liberata, Scrima<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #008000;\">Comuni limitrofi<\/span>: Monte San Giovanni Campano, Ripi, Strangolagalli, Torrice, Veroli.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #008000;\">Distanza da Frosinone<\/span>\u00a0Km. 17<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #008000;\">Autostrada<\/span>: A1 Frosinone<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Note Storiche<\/strong><\/p>\n<p>Boville Ernica \u00e8 posta a cavaliere fra la valle del Sacco e quella del Liri. Dal colle ove sorge il centro storico si osserva un vasto panorama dell\u2019intera zona centra le della provincia di Frosinone.<br \/>\nIl nome attuale \u00e8 stato assunto nel 1907, mutando il medioevale Bauco, nome con il quale continua ad essere chiamata da gli abitanti del paese e da molti anziani. Si \u00e8 adottato il nome di Boville Ernica volendo riprendere la denominazione di un\u2019antica citt\u00e0 che sarebbe sorta nell\u2019ambito del territorio comunale, Bovillae, e, per distinguerla da un\u2019altra omonima, gi\u00e0 esistente nell\u2019area dei Colli Albani, si \u00e8 aggettivata Ernica poich\u00e9 sorge alle estreme propaggini del territorio abitato nel passato dagli ernici.<br \/>\nBovillae deriverebbe il suo nome dal culto per il dio Bove.<br \/>\nResti archeologici sono stati rinvenuti in pi\u00f9 occasioni: un muro poligonale di terrazzamento, nella cui area \u00e8 stata trovata una stipe votiva e diversi ex-voto (III secolo a. C. circa), un altro lungo muro e alcuni tratti che fanno pensare alla spianata di una villa romana.<br \/>\nAlla luce di quanto sino ad ora scoperto, si pu\u00f2 ritenere che il territorio dell\u2019attuale Boville sia stato popolato dai volsci e dai romani; di questi ultimi si trovano tracce pi\u00f9 consistenti lungo le strade che da Veroli conducevano a Casamari e Sora. Il ritrovamento nel 1941 di un\u00a0<em>sarcofago<\/em>\u00a0cristiano in contrada Sacco, contenente resti umani, ha fatto pensare ad una precoce presenza del Cristianesimo nel luogo. Il sarcofago, attribuibile all\u2019era costantiniana, proviene, forse, da un picco lo cimitero o da una cappella cristiana a fianco di una villa rurale.<br \/>\nGli storici locali sostengono che gli anti chi insediamenti furono devastati dalle incursioni barbariche e che gli abitanti, dopo il tentativo di costruire un nuovo abitato a valle del Colle del Fico, in localit\u00e0 Sasso, si sarebbero orientati a popolare l\u2019attuale collina ove sorge il centro storico di Boville.<br \/>\nIl sito fu fortificato con un\u2019imponente cinta muraria, e, grazie alla sua posizione, dette vita ad un abitato duraturo nel tempo.<br \/>\nIntorno al Mille, la stabilizzazione dell\u2019insediamento \u00e8 confermata dalla presenza di una consistente organizzazione religiosa: le Abbazie di Montecassino e di Subiaco possedevano sei chiese (cinque la prima, una la seconda). A partire dal Duecento anche i cistercensi della vicina Casamari ebbero una loro chiesa e, forse, un convento dentro la cinta urbana. Dal vescovo di Veroli dipendevano cinque parrocchie e un lebbrosario, la cui chiesa fu dedicata a San Leonardo.<br \/>\nMalgrado la imponente fortificazione, il Castello di Boville \u00e8 stato saccheggiato, incendiato e conquistato pi\u00f9 volte: nel 1155 da Guglielmo il Malo, nel 1170 dall\u2019esercito del Barbarossa, nel 1186 da Enrico VI e poi, nel 1194, dalle truppe guidate da Eugenio di Rochemburg. Il motivo di tante battaglie si pu\u00f2 attribuire alle lotte del papato con il regno meridionale e con l\u2019impero e alla particolare posizione del paese: un\u00a0<em>castrum<\/em>\u00a0sorto verso i confini, lungo la strada che collegava le terre papali con quelle del regno di Sicilia. Nel 1204 i bovillensi riuscirono a sventare un assalto delle truppe imperiali e sorane guidate da Konrad von Marley. Col favore della notte gli assalitori penetrati entro le prime difese, si accingevano a superare la seconda cinta interna, quando vennero scoperti e respinti.<br \/>\nDall\u2019episodio gli storici fanno discendere un singolare privilegio concesso al castello: la possibilit\u00e0 di avere un governo autonomo dal potere centrale. Papa Innocenzo III decret\u00f2 che\u00a0<em>Bauco<\/em>\u00a0fosse governato dai rappresentanti delle principali dodici famiglie. A rotazione, ogni nove mesi, una famiglia delegava un vicario che amministrava la giustizia civile e penale, oltre a governare la comunit\u00e0. A questa forma di governo, che \u00e8 stata definita repubblicana, viene fatta risalire una notevole fioritura economica e sociale, nonch\u00e9 edilizia della cittadina. La concessione papale va collocata entro una pi\u00f9 generale riorganizzazione dello stato pontificio operata dal papa anagnino Innocenzo III, il quale stabilizz\u00f2 una forma di governo tradizionale del regime feudale, quella dei\u00a0<em>consortes<\/em>, una sorta di potere locale affidato a\u00a0<em>milites<\/em>\u00a0associati. Tuttavia Boville ebbe propri signori feudali; anche se, nei primi tempi della fondazione, il\u00a0<em>miles<\/em>\u00a0di turno dipendeva dal vescovo di Veroli, dovendogli\u00a0<em>F\u00ecdelitatem et servitium<\/em>. Nel Trecento ebbero parte preponderante i Crescenzi, i Caracciolo e poi Luca Spinelli.<br \/>\nAnche i Colonna ne ebbero temporaneamente la signoria nel corso del Quattrocento.<br \/>\nUna certa autonomia di governo deve essere sopravvissuta, fino al Cinquecento, quando anche nello stato dei papi cominciano le prime forme di centralizzazione statale. Intorno al 1583, Gregorio XIII pose definitivamente sotto controllo l\u2019amministrazione locale e i governatori vennero nominati da Roma.<br \/>\nIntanto erano accaduti molti importanti avvenimenti nella storia bovillese, due di questi particorarmente negativi: un terremoto nel 1350 e l\u2019attacco nel 1527 e nel 1556 delle milizie spagnole e dei Colonna. Nel XVI secolo per\u00f2 avvennero notevoli processi di trasformazione sociale e di riassetto urbanistico.<br \/>\nL\u2019avvio di tali trasformazioni viene comunemente fatto risalire alla presenza del cardinale Ennio Filonardi, originario di Boville, che fece una rapida carriera nel mondo ecclesiastico romano del primo Cinquecento. I Filonardi costruirono un grande palazzo di famiglia nel luogo ove sorgeva il castello medioevale; poi, in asse con la facciata del castello, tracciarono una breve strada rettilinea, che divenne la principale via del piccolo borgo collinare e, infine, iniziarono il rinnovamento degli edifici delle chiese urbane e rurali. Oper\u00f2 allo stesso modo il vescovo Simoncelli. A lui si deve il palazzo omonimo e la ristrutturazione della Chiesa di San Pietro Ispano, con la costruzione della cappella gentilizia della sua famiglia.<br \/>\nNel corso del Settecento si verific\u00f2 una vivace espansione demografica con un incremento del disboscamento per reperire nuove terre coltivabili. Fu anche l\u2019inizio di nuove attivit\u00e0 come la coltivazione del l\u2019olivo e la produzione dell\u2019olio che divenne presto un prodotto tipico della zona, l\u2019introduzione dell\u2019allevamento del baco da seta e della lavorazione del filo serico. Fra il secolo XVIII e i primi dell\u2019Ottocento si apr\u00ec una \u201cfabbrica di cocci\u201d, probabilmente un\u2019officina per la produzione di stoviglie.<br \/>\nIn occasione degli avvenimenti romani e napoletani connessi alla presenza dei francesi rivoluzionari e napoleonici, la popolazione si sollev\u00f2 dando origine a gravi fatti di sangue.<br \/>\nSuperato il periodo napoleonico, Boville fu coinvolta dal fenomeno del brigantaggio e sent\u00ec poco il processo di unificazione nazionale. Dopo il crollo dello stato napoletano, i domini del papa furono rifugio degli sbandati borbonici. Proprio a Boville ci fu uno scontro tra delle truppe sabaude che avevano sconfinato e un piccolo gruppo di borbonici sbandati. I soldati piemontesi attaccarono i borbonici a Casamari; questi ultimi ripiegarono su Bauco e si trincerarono nella cittadina. L\u2019esercito sabaudo allora assalt\u00f2 il paese, ma venne respinto con perdite. In seguito si ricorder\u00e0 l\u2019episodio con l\u2019elevazione di un monumento agli sfortunati soldati.<br \/>\nIl primo Ottocento vide il declino della lavorazione della seta e delle piante tessili in generale ed un notevole aumento demografico che rese la produzione agricola non pi\u00f9 sufficiente a soddisfare i bisogni della comunit\u00e0.<br \/>\nIl secondo Ottocento, al contrario, \u00e8 ricordato per la massiccia espansione della coltivazione della vite, per la grande produzione di vino e per il tentativo di estrarre il bitume da scisti del sottosuolo. Tuttavia, nonostante la rinnovata vitalit\u00e0 economica, non fu possibile evitare un massiccio fenomeno di emigrazione di abitanti. Gi\u00e0 i bovillesi erano abituati (dal Settecento) all\u2019emigrazione stagionale verso la campagna romana e molte famiglie avevano partecipato ai dissodamenti di nuove terre, nel corso del secolo XVIII, in varie parti del Lazio meridionale. Con l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, l\u2019emigrazione si diresse prima verso Roma poi verso tutti i paesi che potevano offrire lavoro.<br \/>\nBoville fu uno dei luoghi ove i lavoratori presero presto coscienza della loro condizione e della necessit\u00e0 di un\u2019organizzazione politico-sindacale che contribuisse a migliorare le loro condizioni di vita. Qui sorsero le prime leghe dei contadini: nel 1920 i socialisti si insediarono in comune e nel secondo dopoguerra le organizzazioni leghiste ebbero un notevole ruolo nelle lotte contadine. La seconda guerra mondiale non sembra aver interessato particolarmente il paese, anche se \u00e8 doveroso ricordare la fucilazione di tre contadini da parte dei tedeschi.<br \/>\nLa cerchia muraria \u00e8 rimasta totalmente in piedi: l\u2019abitato del centro storico \u00e8 quasi del tutto delimitato dal circuito medioevale, che solo in alcuni luoghi \u00e8 stato superato da nuove abitazioni. Esistono ancora 18 torri, alcune circolari altre quadrate. Una di esse, massiccia e di maggiori dimensioni rispetto alle altre, posta alle spalle della Chiesa di San Pietro Ispano e collegata al Palazzo Filonardi, sorto sul luogo del castello, si ritiene fosse il maschio del borgo. La posizione di alcune torri circolari, oggi interne ma collegate da mura alla cerchia esterna, fa pensare ad un doppio circuito difensivo, o ad un\u2019addizione dovuta all\u2019espansione del borgo. C\u2019\u00e8 qualche scrittore locale che parla di una terza cerchia, osservando la conformazione delle strade interne e ricordando le mura abbattute alla fine del l\u2019Ottocento. Nel circuito murario si aprono tre porte: San Francesco, Santa Maria e San Nicola.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il centro storico conserva la suggestione dei piccoli paesi formati da una fitta rete di stradine, vicoli, piazzette e angoli che sembrano delineati da un inconsapevole architetto. Sul corso si affacciano i principali palazzi e San Michele, la chiesa pi\u00f9 importante.<br \/>\nL\u2019ingresso al paese \u00e8 rappresentato dal\u00a0<strong>piazzale Granatieri di Sardegna<\/strong>\u00a0dove sorgono il\u00a0<em>monumento<\/em>\u00a0che ricorda la battaglia del 1861 fra soldati del regno d\u2019italia e borbonici e una\u00a0<em>fontana<\/em>\u00a0con una caratteristica \u201cconca\u201d ciociara in pietra.<br \/>\nSulla balaustra del piazzale \u00e8 stata collocata una pietra che indica la direzione dei numerosi paesi che si possono vedere da Boville.\u00a0<strong>Porta San Nicola<\/strong>\u00a0rappresenta l\u2019ingresso monumentale al centro storico; il portale settecentesco, rimaneggiato nel 1865, ricorda l\u2019architettura di Porta Romana di Veroli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Porta San Francesco<\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019altro antico e notevole ingresso di Boville. Si tratta di una porta rimasta allo stato tardomedioevale e ingloblata nel\u00a0<strong>Convento francescano<\/strong>, posto alla sua sinistra. Al di sopra del varco si eleva una robusta torre quadrata, posta a difesa; sul suo fianco destro proseguono le mura.<br \/>\nNel corso del Cinquecento e del Seicento sono sorti diversi palazzi di pregevole architettura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il\u00a0<strong>Palazzo Filonardi<\/strong>\u00a0\u00e8 la trasformazione dell\u2019antico Castello di Boville, avvenuta nel Cinquecento, ad opera del cardinale Ennio. Sorge vicino la Chiesa di San Pietro Ispano, nella piazza San Pietro che costituisce il cortile del palazzo.<br \/>\nL\u2019edificio rinascimentale, presenta delle eleganti cornici alle finestre ed un bel portale rinascimentale attribuito al Vignola. L\u2019interno presenta un grande salone sul cui pavimento sono incisi i motivi araldici dei Farnese e dei Della Rovere, famiglie protettrici del cardinale Filonardi. Il\u00a0<strong>Palazzo Simoncelli<\/strong>\u00a0si eleva lungo il corso Umberto I, eretto dall\u2019omonimo prelato bovillese utilizzando costruzioni preesistenti, con una facciata a tre ordini. L\u2019edificio incorpora la\u00a0<strong>Chiesetta di San Giovanni Battista<\/strong>\u00a0ove \u00e8 stato scoperto recentemente un\u00a0<em>affresco<\/em>\u00a0del Domenichino. Il palazzo, gi\u00e0 sede del Monastero delle benedettine di clausura, oggi \u00e8 residenza municipale; la Chiesa di San Giovanni ospita manifestazioni culturali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La\u00a0<strong>Chiesa di San Michele Arcangelo<\/strong>\u00a0\u00e8 la principale di Boville. Si ha notizia di una chiesa con il medesimo nome gi\u00e0 dal 1125; l\u2019edificio attuale \u00e8 stato ricostruito nel Settecento su disegno di Jacopo Subleyras. La facciata \u00e8 in mattoni, con gli elementi architettonici dei due ordini in pietra. L\u2019interno \u00e8 suddiviso in tre navate e contiene il cosiddetto \u201cCappellone\u201d, ovvero la cappella Filonardi con il\u00a0<em>sepolcro<\/em>\u00a0del cardinale Ennio. Sull\u2019altare di San Sebastiano c\u2019\u00e8 una\u00a0<em>tela<\/em>\u00a0del cavalier d\u2019Arpino e sull\u2019altare di fronte un\u00a0<em>Sant\u2019Ermidio<\/em>, opera di Sebastiano Conca. La Chiesa di San Michele possiede molti\u00a0<em>dipinti<\/em>\u00a0attribuiti al Reni e a pittori del Settecento romano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La\u00a0<strong>Chiesa di San Pietro Ispano<\/strong>\u00a0\u00e8 anch\u2019essa molto antica; l\u2019attuale edificio, che \u00e8 opera del vescovo Simoncelli, fu edificato alla fine del Cinquecento. L\u2019interno \u00e8 ad una sola navata e conserva nella\u00a0<strong>cripta<\/strong>\u00a0l\u2019unico elemento visibile della precedente costruzione romanica. Secondo la leggenda sacra, la cripta \u00e8 la grotta ove per molti anni San Pietro Ispano, un combattente spagnolo contro i musulmani, visse macerando il suo corpo. Il Simoncelli, familiare di Paolo V, ottenne dal papa decorazioni appartenute all\u2019antico edificio di San Pietro in Vaticano; fra queste un\u00a0<em>angelo musivo<\/em>\u00a0attribuito a Giotto, una importantissima reliquia del celebre mosaico \u201cdella Navicella\u201d, un\u00a0<em>busto argenteo<\/em>\u00a0attribuito al Cellini, contenente la reliquia di San Pietro Ispano, due<em>\u00a0angeli<\/em>\u00a0del Bregno, una\u00a0<em>croce<\/em>\u00a0in porfido, due\u00a0<em>bassorilievi<\/em>\u00a0in gesso dorato nel XVII secolo, un\u00a0<em>bassorilievo<\/em>\u00a0attribuito al Sansovino rappresentante originariamente la maternit\u00e0 della Madonna, trasformata poi in Sacra Famiglia, una nativit\u00e0 ed una incoronazione della Madonna,\u00a0<em>affreschi<\/em>\u00a0seicenteschi, e molte altre pitture e sculture del Seicento e del Settecento.<br \/>\nRecentemente vi \u00e8 stato portato il\u00a0<em>sarcofago<\/em>\u00a0cristiano del IV secolo, trovato nel territorio di Boville nel 1941. Questo manufatto, quasi sicuramente prodotto da laboratori romani, ha una decorazione simbolica: un graticcio che rappresenta le porte del cielo e sul fregio quattro scene, due dell\u2019antico Testamento, altre due del nuovo. Una di queste \u00e8 la tradizionale raffigurazione dell\u2019adorazione dei Magi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella\u00a0<strong>Chiesa di Santo Stefano<\/strong>\u00a0si conserva un\u2019opera del Conca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella\u00a0<strong>Chiesa di San Francesco<\/strong>\u00a0sono stati scoperti recentemente diversi\u00a0<em>affreschi<\/em>: alcuni riconducibili all\u2019arte bizantina, altri del Duecento, del Trecento e del XVII secolo. Nella parete di fronte c\u2019\u00e8 traccia di un\u00a0<em>ciclo trecentesco<\/em>\u00a0di un allievo di Giotto.<br \/>\nLa presenza ditali notevoli opere d\u2019arte insieme ad altre, quali un organo del Seicento, un paliotto d\u2019altare ed un ricchissimo soffitto ligneo del XVII secolo, hanno predestinato questa chiesa per la costituzione di una pinacoteca e quale sede del\u00a0<strong>Museo civico<\/strong>.<br \/>\nLe molte altre chiese urbane conservano un ricco patrimonio di beni artistici, costituito da pale d\u2019altare dipinte dal Seicento all\u2019Ottocento.<br \/>\nAltre chiese sorgono nel territorio, alcune interessanti per la devozione popolare, come il\u00a0<strong>Santuario di Santa<\/strong>\u00a0<strong>Liberata<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>Chiesa della Madonna del Latte<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: center;\"><strong>Boville oggi<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Boville oggi \u00e8 uno dei centri economica mente pi\u00f9 attivi della provincia. Gran parte della popolazione vive sparsa nella campagna e ha dato vita a fiorenti borgate rurali, tutte sorte lungo le strade di collegamento tra Boville, i centri vicini e le strade statali.<br \/>\nAccanto alla sopravvivenza di un certo artigianato antico, si \u00e8 sviluppato un florido artigianato moderno: \u00e8 praticata la lavorazione del ferro e da qualche tempo, giovani artigiani producono cerami che decorate.<br \/>\nAttualmente una gran parte della popolazione \u00e8 occupata nelle numerose piccole imprese edili specializzate nei diversi settori, che operano in gran parte della regione.<br \/>\nSussiste ancora un\u2019agricoltura intensiva con una notevole produzione di olio e di vino.<br \/>\nLe tradizioni popolari sono quasi del tutto scomparse, ma stanno nascendo ora altre iniziative.<br \/>\nSi conserva ancora la \u201cgara del cacio\u201d, praticata il giorno di Carnevale. E una gara nel corso della quale si lanciano lungo le strade del paese forme di cacio pecorino, avvolte in fogli di carta paglia ed in una gabbia di spago (si tratta della \u201cruzzola\u201d, gioco un tempo diffuso in tanti paesi del Lazio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comuni Provincia di Frosinone, abitanti 8742, superficie Kmq 28,13, altitudine m.487 Fino al 1907 si chiamava Bauco Abitanti: Bovillensi Festa patronale: San Pietro Ispano Frazioni e localit\u00e0:\u00a0Area Castello, Casavitola, Colle Piscioso, Panicelli, San Lucio, Santa Liberata, Scrima Comuni limitrofi: Monte San Giovanni Campano, Ripi, Strangolagalli, Torrice, Veroli. 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